Frittata con erbette fresche

Le uova oltre ad essere un’ottima fonte proteica sono perfette per preparare semplici e gustosi secondi piatti durante il periodo estivo.

Questa semplice frittata può essere realizzata utilizzando spinaci freschi o erbette. L’importante è scegliere della verdura fresca e giovane poichè la cottura in padella sarà velocissima.

Frittata con le erbette

Ricetta velocissima per portare in tavola un secondo piatto nutriente
Porzioni 2 persone
Calorie 1 kcal

Ingredienti
  

  • 4 uova di gallina biologiche
  • spinacino fresco o erbette fresca
  • mezzo bicchiere latte
  • grana
  • noce moscata
  • sale

Procedimento
 

  • Inizia lavando gli spinaci o le erbette e asciugandole bene.
  • In una ciotola rompi le uova e aggiungi latte, qualche cucchiaio di grana, un pizzico di sale e della noce moscata. Sbatti leggermente, poi versa anche la verdura scelta.
    Infine mescola bene.
  • Scalda una padella antiaderente con un filo di olio evo. Quando caldo aggiungi il composto e fai cuocere 5 minuti per lato.

Note

Puoi insaporire ulteriormente l’impasto aggiungendo delle erbe aromatiche come prezzemolo, basilico e origano.
Keyword estate, secondo piatto, uova

Pranzo in spiaggia? Ecco alcuni consigli

Con l’aumento delle temperature, la voglia di passare le giornate al mare cresce sempre di più. Come ci si può organizzare per il pranzo? Sicuramente è sconsigliato ripiegare sempre su piatti pronti dei bar, gelato, patatine e birra poichè basta veramente poco per portare da casa dei piatti gustosi, economici e facilmente digeribili. Indipendentemente da cosa si scelga di portare è fondamentale conservare il cibo e le bevande in borse termiche così da mantenerli al fresco il più a lungo possibile.

3 consigli per organizzarsi al meglio

1. Attenzione all’idratazione

L’acqua è il primo alimento da aggiungere nella borsa poichè sotto l’ombrellone si è più facilmente soggetti alla disidratazione. Per questo motivo è sconsigliato il consumo di alcolici, caffè e tè, i primi per il loro effetto di stimolare o il senso della sete e gli altri due per il loro effetto diuretico.

Al contrario è raccomandato portare acqua a temperatura ambiente o fresca, eventualmente aromatizzata con succo di limone, foglie di menta, cetriolo in fette e zenzero oppure con le tisane fredde.

Se portate l’acqua in bottiglie di plastica attenzione a non lasciarle sotto il sole!

2. Frutta e verdura di stagione come spuntino e per arricchire i piatti

Mercato frutta e verdura

Fonte di acqua, sali minerali e vitamine possono essere comprati direttamente nei mercati locali e utilizzati per preparare dei piatti equilibrati oppure come merenda.

Tra la frutta di stagione si possono portare sotto l’ombrellone pesche, prugne, uva, albicocche, fragole, melone e anguria. Tra la verdura invece pomodorini, carote, peperoni e cetrioli.

3. Scegliere piatti completi ed equilibrati

Lunch box

Per il pranzo in spiaggia privilegiare piatti completi formati in questo modo:

  • fonte di carboidrati (pasta, pane, riso, farro, orzo, quinoa, cous cous…)
  • fonte di proteine vegetali o animali (pesce, carne, uova, formaggi o legumi)
  • fonte di grassi come olio extravergine di oliva e frutta secca oleosa
  • frutta e verdura fresca e di stagione

Ecco alcune idee:

  • Mix di verdura cruda (pomodorini, cetrioli, peperoni…), pane fresco, scaglie di grana, frutta secca oleosa + frutta
  • Panino con pomodori a fette, rucola e prosciutto crudo + frutta
  • Panino con verdure grigliate e hummus di ceci + frutta
  • Torta salata a fette
  • Insalata di farro con piselli, pomodorini, olive, tonno e basilico   
  • Pasta fredda con pomodorini, zucchine grigliate a pezzi, basilico, olive e uova sode
  • Insalata di riso con piselli, fagiolini, zucchine, ceci e basilico
  • Cous cous con pomodorini, zucchine e straccetti di pollo

Cosa fare in caso di diagnosi di celiachia?

“Se non posso mangiare pasta e pane, cosa mangio?”

“Le uova, il pesce e la carne li posso mangiare?”

“Devo comprare delle pentole, dei piatti e delle posate solo per me?”

Molte persone si ritrovano in un completo stato di confusione e smarrimento rispetto alla loro nuova alimentazione in seguito alla diagnosi di celiachia.

Iniziamo cercando di capire cos’è la celiachia, cos’è il glutine e dove si trova.

Cos’è la celiachia?

La celiachia è una malattia caratterizzata dall’attivazione anomala del sistema immunitario intestinale in seguito all’ingestione di glutine. Ciò determina infiammazione della mucosa intestinale ed atrofia dei villi intestinali con conseguente danno al tessuto intestinale, difficoltà nell’assorbimento di nutrienti e malnutrizione.

Cos’è il glutine e dove si trova?

Il glutine è una proteina contenuta in alcuni cereali, più precisamente in:

  • grano
  • orzo
  • segale
  • farro
  • avena
  • derivati del grano come cous cous e bulgur
  • kamut
  • farro monococco e farro spelta

E’ contenuto anche nel seitan un alimento di origine vegetale a base di glutine estratto dal grano o dal farro.

Perchè seguire una dieta senza glutine?

L’unico trattamento possibile per la celiachia è una dieta priva di glutine (gluten-free) che permette di eliminare i sintomi e di ricostituire i tessuti intestinali, di solito entro 6-18 mesi dalla diagnosi. 

Seguire una dieta senza glutine significa andare a sostituire i cereali contenenti glutine con quelli naturalmente privi, quindi si possono mangiare:

  • riso bianco, riso nero, riso rosso, riso integrale
  • mais
  • amaranto
  • sorgo
  • miglio
  • quinoa
  • grano saraceno
  • teff
  • fonio

Si possono mangiare liberamente tutti gli alimenti che non contengono glutine poiché non appartenenti alla categoria cereali come:

  • tuberi (patata, patata viola, patata dolce, topinambur)
  • verdura
  • frutta
  • carne fresca
  • pesce fresco o congelato (senza altri ingredienti)
  • uova
  • latte e derivati
  • legumi

Quando si inizia una dieta gluten free è importante mantenere una dieta equilibrata contenente tutti i macronutrienti ed i micronutrienti. Ecco alcune raccomandazioni:

  • Preferisci il cibo naturalmente privo di glutine
  • Focalizzati su ciò che puoi mangiare
  • Nelle prime settimane di dieta gluten free evita latte e latticini poichè a causa della situazione infiammatoria l’intestino non è in grado di digerirlo
  • Consuma derivati del latte naturalmente poveri di lattosio come yogurt, kefir, grana o parmigiano
  • Arricchisci i tuoi pasti con alimenti ricchi in ferro
  • Consuma frutta e verdura

Presta attenzione al glutine nascosto e alle contaminazioni

Il glutine può essere utilizzato come emulsionante quindi è possibile trovarlo come ingrediente nei piatti pronti e nelle salse, inoltre facilita la panificazione quindi può essere aggiunto in alcune farine. Per questo motivo è importante leggere attentamente la lista degli ingredienti, degli allergeni, cercare la dicitura “senza glutine – adatto ai celiaci” e/o il logo con la spiga barrata.

Con contaminazione si intende l’aggiunta involontaria di minime quantità di alimenti contenenti glutine a causa di eventi accidentali. Una contaminazione sporadica potrebbe non causare alcun problema, ma una contaminazione ripetuta a causa di un’inconsapevolezza del comportamento errato può determinare un mancato miglioramento della condizione intestinale e sistemica.

Per evitare le contaminazioni nelle preparazioni domestiche è sufficiente rispettare le normali prassi igieniche, quindi evitare di utilizzare lo stesso cucchiaio per mescolare alimenti contenenti glutine e senza glutine, evitare di appoggiare sullo stesso piatto un alimento contenente glutine e uno senza…

Inoltre non è necessario comprare pentole, piatti e posate per il membro della famiglia che deve seguire una dieta gluten free, infatti qualsiasi utensile o stoviglia se ben lavato può essere utilizzato per preparare alimenti per celiaci. La corretta pulizia permette di eliminare i residui di alimento contenente glutine, allo stesso modo la presenza di incrostazioni sulle pareti o sul fondo della pentola rappresenta un rischio di contaminazione generale, non solo per il glutine.

Perchè rivolgersi ad un nutrizionista?

Passare ad una dieta priva di glutine è sicuramente difficile in un paese in cui pasta e pane sono presenti in quasi tutti i pasti ed inoltre il primo approccio al nuovo stile alimentare potrebbe essere erroneamente quello di eliminare completamente la categoria cereali per paura di introdurre glutine oppure quello di consumare solo alimenti industriali gluten free con conseguente squilibrio alimentare.

Inoltre, la dieta senza glutine deve continuare per tutta la vita quindi è necessario imparare ad organizzare la propria alimentazione ed essere ben consci di cosa si può mangiare e cosa si deve evitare. Per questo motivo è consigliato affidarsi ad un professionista della nutrizione che possa guidare il cambiamento dello stile alimentare, soprattutto nella fase post diagnosi quando si hanno numerosi dubbi e si ha paura di sbagliare.

Bibliografia

  • ISS: epicentro-celiachia
  • Associazione italiana Celiachia

Insaporitore vegetale fatto in casa

A casa mia il dado è sempre stato un ingrediente fisso, veniva utilizzato per preparare le minestre, il brodo del risotto, per insaporire il sugo, le verdure cotte, il pesce e la carne.

Non mi sono mai posta la necessità di prepararlo in casa, finché studiando per diventare nutrizionista ho iniziato a osservare attentamente le confezioni degli alimenti che ero solita acquistare, prestando particolare attenzione alla lista degli ingredienti. Nel mio immaginario il dado vegetale doveva contenere un’elevata quantità di verdure e invece mi accorsi che conteneva circa il 4- 7% di ortaggi… e il restante 93-96% cos’era?

Principalmente sale, grassi vegetali come olio di palma e burro di karitè, vari esaltatori di sapore e fonti nascoste di sodio come glutammato monosodico, inosinato disodico e guanilato disodico, zucchero e in piccolissima percentuale delle spezie.

A questo punto mi sono chiesta se fosse possibile preparare un insaporitore 100% vegetale e siccome la voglia di sperimentare in cucina non mi è mai mancata ho provato diverse versioni e quella che mi ha dato più soddisfazione prevedeva l’essiccamento degli ortaggi che in questo modo mantengono un odore e un aroma più decisi.

Ingredienti

  • cipolla, sedano e carote
  • verdure a scelta tra pomodori, porri, erbette, zucchine, spinaci…
  • insaporitori a scelta tra prezzemolo, basilico e salvia
  • 2-3 spicchi di aglio (facoltativo)

Preparazione

  1. Frullare le verdure con un mixer
  2. Posizionare il composto sui ripiani rivestiti con carta forno o apposite retine antiaderenti
  3. Lasciar essiccare a circa 55° per 24 ore
  4. Una volta ben secchi frullare nuovamente e versare in un vasetto con chiusura ermetica
Verdura frullata da essiccare
Insaporitore vegetale pronto all’uso

Giornata mondiale contro il cancro

Il 4 febbraio 2024 si celebra la giornata mondiale contro il cancro, una malattia devastante che nel 2023 in Italia ha interessato circa 395.000 persone.

Nell’articolo appena pubblicato dall’organizzazione mondiale della sanità viene mostrato un quadro generale preoccupante poiché nel 2022 sono stati diagnosticati 20 milioni di nuovi casi e nel 2050 si stima ne verranno diagnosticati più di 35 milioni, con un incremento del 77%.

Questo dato riflette sia il costante invecchiamento della popolazione in alcune parti del mondo sia una maggiore esposizione a fattori di rischio.

Cosa possiamo fare per difenderci?

Il World Cancer Research Fund suggerisce una serie di consigli che nel complesso possono avere un enorme impatto nel diminuire la probabilità di sviluppare tumori o altre malattie nel corso della vita:

1. Mantieniti normopeso e soprattutto controlla di non avere un eccesso di massa grassa.

Diversi studi evidenziano come un’elevata percentuale di massa grassa (anche in situazione di normopeso) determini un maggiore rischio di sviluppare tumori.

2. Sii attivo

Ogni giorno dedica del tempo all’attività fisica. Sono indicate attività moderate come camminare, nuotare, ballare, andare in bicicletta, fare le pulizie e dedicarsi al giardinaggio sia attività intense come correre, attività aerobiche e sport di squadra.

3. Mangia cereali integrali, verdure, frutta e legumi                  

Diverse ricerche dimostrano che stili alimentari ricchi di verdura, frutta e legumi abbiano un effetto protettivo contro diversi tumori.

Perciò incrementa il consumo di 

  • Frutta e verdura di diversi colori e di stagione
  • Verdura non amidacea
  • Cereali in chicco (riso integrale, riso rosso, riso nero, avena, orzo, segale, grano saraceno…)
  • Legumi 

Al contrario diminuisci il consumi di cibi processati ricchi in grassi e zuccheri, fast food e bevande zuccherate. Ricorda che in generale il cibo industrializzato ha un elevato potere calorico ed è povero di micronutrienti.

4. Limita carne rossa e processata

Un’altra raccomandazione del centro di ricerca è quello di limitare il consumo di carne rossa ad un massimo di 3 porzioni alla settimana. La raccomandazione dunque non indica di eliminare completamente la carne poichè è fonte di nutrienti come proteine dall’alto valore biologico, ferro, zinco e vitamina B12.

Si consiglia inoltre di scegliere carne di buona qualità, preferibilmente grass fed e preferire tagli magri al posto di quelli grassi.

Se sei abituato a mangiare una bistecca di manzo, vitello, vitellone, pecora o maiale tutti i giorni, prova a ridurne il consumo aumentando altre fonti proteiche come carne bianca (pollo, tacchino e coniglio), pesce, uova, latticini e legumi.

5. Limita le bevande zuccherate

Non consumare bevande zuccherate e cerca di non aggiungere lo zucchero al caffè e al tè. Limita anche il consumo di succhi  di frutta (anche quelli senza zuccheri aggiunti) poichè se consumati in eccesso favoriscono l’aumento di peso.

6. Limita il consumo di alcool

CI sono forti evidenze sulla relazione tra consumo di alcool e tumori; in aggiunta non esiste una dose priva di rischi, per questo motivo si consiglia di eliminare completamente gli alcolici dalla dieta.

7. Non usare integratori con lo scopo di prevenire i tumori

Per la maggior parte delle persone uno stile alimentare salutare garantisce tutti i nutrienti di cui si ha bisogno ed è più protettivo rispetto all’uso di integratori.

Questa raccomandazione si applica a tutte le dosi e formulazioni di integratori, a meno che questi non siano stati consigliati da professionisti sanitari qualificati in grado di valutare potenziali rischi e benefici.

8. Se possibile, preferire l’allattamento al seno

L’allattamento ha un effetto protettivo a breve e lungo termine sia sulla madre sia sul bambino, in particolare protegge la mamma dal tumore al seno, mentre nel bambino favorisce lo sviluppo del sistema immunitario e riduce il rischio di diventare sovrappeso-obeso e di conseguenza di sviluppare le malattie legate ad un eccesso ponderale.

Un’ultima considerazione

Come riportato in un articolo sul sito della Fondazione Veronesi, nessun alimento da solo ha un effetto anticancro. Ciò che fa la differenza è la dieta nel suo complesso, il mantenersi attivo e l’evitare tutti quegli alimenti e quei comportamenti che aumentano il rischio di ammalarsi, come alcolici e fumo. 

Inoltre, tra le diverse diete quella più sicura ed efficace nella protezione da diverse forme di cancro è la dieta mediterranea, ossia uno stile alimentare ricco di alimenti freschi, locali, stagionali e di ottima qualità e alla cui base vi è un abbondante consumo di verdura, frutta, legumi, cereali (meglio integrali e in chicchi), olio extravergine di oliva, pesce e pochissima carne. 

Bibliografia

  • www.wcrf.org
  • www.who.int
  • www.airc.it

Omega 3 e omega 6

Gli omega 3 (acido alfa linolenico) e omega 6 (acido linoleico) sono acidi grassi essenziali, ossia il corpo non riesce a produrli autonomamente e di conseguenza è necessario introdurli con la dieta. A partire da queste due molecole l’organismo produce acidi grassi polinsaturi a catena lunga (PUFA), in particolare a partire dagli omega 3 sono prodotti l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA), mentre a partire dagli omega 6 è prodotto l’acido arachidonico. La conversione di omega 3 in EPA e DHA è poco efficiente per questo motivo è importante assumerli direttamente con la dieta.

EPA, DHA e acido arachidonico sono precursori di molecole con importanti attività biologiche, ad esempio l’acido arachidonico è precursore di molecole pro-infiammatorie, mentre EPA e DHA sono precursori di molecole antinfiammatorie.

La presenza di molecole pro infiammatorie e antinfiammatorie è fondamentale per il corretto funzionamento del nostro corpo, tuttavia negli ultimi 150 anni, a causa del cambiamento dello stile alimentare, si è visto che le persone tendono ad assumere più omega 6 rispetto agli omega 3 con conseguente squilibrio e maggiore produzione di molecole infiammatorie.

Omega 6 e omega 3 sono legati solo ai processi infiammatori?

No, entrambi gli acidi grassi svolgono diverse funzioni biologiche:

Ruolo omega 6

  • controllo del sistema circolatorio e della pressione arteriosa
  • controllo del processo di aggregazione piastrinica
  • abbassamento livelli colesterolo LDL
  • leggero aumento del colesterolo HDL
  • produzione molecole pro infiammatorie

Ruolo omega 3

  • sviluppo del cervello durante dal periodo embrionale fino ai primi momenti di vita
  • sviluppo delle funzioni cognitive
  • protezione della salute dell’occhio in età infantile e nella terza età
  • protezione cardiovascolare
  • diminuzione dei trigliceridi
  • produzione di molecole antinfiammatorie

Siccome partecipano a diversi processi fisiologici è necessario introdurli con la dieta puntando ad un miglior bilanciamento tra acidi grassi omega 6-omega 3.

Dove si trovano gli omega 6 e gli omega 3?

Gli omega 6 sono contenuti soprattutto in

  • olio di vinacciolo
  • olio di germe di grano
  • olio di soia
  • olio di girasole
  • olio di sesamo
  • frutta secca oleosa come le noci

Gli omega 6 sono contenuti principalmente negli oli vegetali utilizzati per la preparare biscotti, torte, fette biscottate, cracker, grissini, taralli, cibo già pronto… e di conseguenza si tende ad assumerne grandi quantità senza rendersene conto.

Omega 3, EPA e DHA sono contenuti soprattutto in

  • olio di fegato di merluzzo
  • pesce azzurro come alici, acciughe, sgombro, aringa, salmone, ricciola, palamita…
  • cozza, ostrica, vongole, capasanta
  • molluschi
  • alcuni oli vegetali come olio di semi di lino, olio di nocciole e olio di colza
  • frutta secca oleosa come mandorle e noci
  • semi di chia
  • tofu

Il contenuto di omega 3, DHA e EPA nelle diverse fonti alimentari non è elevato, perciò i consigli sono:

  • consumare giornalmente una piccola porzione di frutta secca oleosa
  • consumare 2 volte alla settimana del pesce azzurro
  • variare la dieta introducendo anche molluschi, crostacei, tufo
  • utilizzare un cucchiaino di semi di chia precedentemente ammollati oppure dei semi di lino tritati per arricchire yogurt e insalate.

Ecco alcune ricette

Tortino di patate e aringhe fresche

Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

  • 2-3 patate medie dimensioni
  • 2 cipolle
  • 300g filetti di aringhe
  • sale
  • pepe
  • mix di erbe aromatiche secche
  • curcuma
  • olio extravergine di oliva

Procedimento
 

  • Prepara una ciotola con dell'acqua fredda.
    Poi con la mandolina o un coltello taglia le patate a fette sottili e posizionale nella ciotola.
    Lascia le fette di patate in ammollo per circa 10-15 minuti.
  • Nel frattempo affetta le cipolle e falle dorare in padella con un goccio di olio, un pizzico di sale e di pepe. Quando cotte spegni e lasciale raffreddare.
  • Scola le patate e versale su uno strofinaccio. Devo asciugarsi completamente.
  • Prepara il tortino in questo modo:
    Ungi una padella adatta alla cottura in forno e crea uno strato di fette di patate. Poi aggiungi una parte della cipolla e la metà dei filetti di aringa. Condisci con un cucchiaio di olio, del sale e una spolverata di erbe secche. Fai un secondo strato con qualche fetta di patate (non troppe), la restante cipolla ed i rimanenti filetti di pesce. Aggiungi sempre un pizzico di sale e le erbe aromatiche. Completa con uno strato di patate e spolvera sopra ogni fetta un pochino di curcuma.
  • Cuoci in forno a 180° per 20 minuti circa.

Palamita al cartoccio

Ingredienti
  

  • 1 palamita eviscerata
  • mezzo limone
  • olio extravergine di oliva
  • spezie miste es. salvia, rosmarino, timo, origano…
  • sale e pepe
  • olive taggiasche (facoltative)

Procedimento
 

  • Preparare una teglia con della carta forno e appoggiarci la palamita.
  • Nella pancia del pesce inserire delle fette di limone, le erbe aromatiche scelte e qualche oliva. Poi condire con un filo di olio, del sale, del pepe e qualche altra oliva.
  • Richiudere bene la carta forno attorno al pesce e coprire con della carta stagnola.
  • Cuocere in forno a 180° per 20 minuti.

Note

E’ possibile arricchire la ricetta aggiungendo dei pomodorini tagliati a metà.

Bibliografia:

  • issalute: acidi grassi omega 3
  • Ieo- banca dati composizione degli alimenti
  • Eufic: omega 3

Dolore durante il ciclo? Anche l’alimentazione può aiutare

Dolore durante il ciclo? Anche l’alimentazione può aiutare

La dismenorrea, ossia il ciclo doloroso, è una condizione ginecologica ampiamente diffusa che interessa circa l‘80% delle donne con una maggiore incidenza tra le adolescenti. Alcune donne sentono poco dolore, mentre in altre i crampi sono così forti da interferire con le attività quotidiane.

In generale il dolore mestruale viene classificato in

  • Primario se circoscritto alle mestruazioni e non correlato ad altre problematiche
  • Secondario se correlato ad altre condizioni come endometriosi, cisti, infezioni…

La primaria è la forma di dismenorrea più diffusa nelle donne fertili e oltre al dolore spesso causa anche nausea, vomito, gonfiore e diarrea.

I fattori di rischio per la dismenorrea primaria sono:

  • età inferiore ai 30 anni
  • BMI inferiore a 20
  • menarca (primo ciclo) prima dei 12 anni
  • lunga durata del ciclo
  • perdita abbondante di sangue durante il ciclo
  • storia familiare di dismenorrea

I sintomi, tuttavia, sembrano diminuire con l’aumentare dell’età e nelle donne che hanno partorito. 

Ruolo del cibo

Il ciclo mestruale è un processo caratterizzato da armonia tra eventi infiammatori ed antinfiammatori, tuttavia stile di vita e abitudini alimentari errati possono favorire la produzione di molecole infiammatorie sbilanciando questo equilibrio con conseguente comparsa di disordini del ciclo, tra cui la dismenorrea.

Favoriscono la produzione di molecole infiammatorie

  • una dieta ricca di:
    • zuccheri semplici provenienti da bevande zuccherate
    • grassi di scarsa qualità come oli vegetali e margarina
    • grassi saturi provenienti da carne rossa, panna, olio di cocco, formaggi…
    • merendine, pane confezionato e cibi pronti che oltre ad essere densamente calorici sono ricchi di zuccheri, farine raffinate e oli vegetali di bassa qualità
  • uno stile di vita non attivo e fonte di stress

Favoriscono la produzione di molecole antinfiammatorie

  • una dieta ricca di
    • cereali integrali ricchi di fibre
    • frutta e verdura ricche di fibre, minerali e vitamine
    • olio extravergine di oliva
    • pesce azzurro ricco di acidi grassi omega 3
    • frutta secca oleosa
  • uno stile di vita attivo che preveda almeno 1-2 volte alla settimana delle attività di rilassamento come yoga, meditazione o una semplice camminata all’aperto.

Quali sono i consigli da seguire durante i giorni del ciclo?

  • Bere abbondantemente acqua a temperatura ambiente o tiepida.
  • Bere infusi a base di cannella, melissa, camomilla, tulsi… che hanno un’azione rilassante e calmante
  • Bere durante il pasto una piccola porzione di brodo di ossa, di verdura o di carne
  • Mangiare piccole porzioni di cibo in modo da evitare un aumento del volume intestinale
  • Scegliere fonti alimentari di ottima qualità
  • Eliminare zuccheri così da stabilizzare la glicemia
  • Limitare caffè e tè 

Conclusioni

Infine si ricorda l’importanza di parlare con il ginecologo della propria situazione così da poter ricercare l’eventuale causa e trattarla adeguatamente. Inoltre siccome stile di vita e stile alimentare possono influenzare i processi biologici favorendo la produzione di molecole infiammatorie e antinfiammatorie è consigliato intraprendere un percorso che miri a migliorare questi aspetti.

Bibliografia

Clinical Expert Series: Primary Dysmenorrhea Diagnosis and Therapy

Relationship between Dysmenorrhea, Dietary Inflammatory Index, and C-reactive Protein Level

Reflusso gastroesofageo e alimentazione

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo caratterizzato da diversi sintomi, tutti riconducibili alla risalita nell’esofago del contenuto acido dello stomaco. Le cause sono molteplici e riconducibili ad uno stile di vita non completamente salutare e ad abitudini dietetiche errate.

Quali sono i fattori di rischio?

I principali fattori di rischio per lo sviluppo di questa condizione sono numerosi e includono:

  • sovrappeso e obesità
  • fumo attivo e passivo
  • stress, ansia e depressione
  • sedentarietà
  • abitudini alimentari errate
  • porzioni di cibo eccessive
  • coricarsi subito dopo i pasti

Come comportarsi a tavola e in cucina?

Reflusso e cibo sono fortemente legati fra loro sia a livello di causa, perchè abitudini alimentari errate possono favorire questo disturbo, sia a livello terapeutico poichè consumare cibo giusto al momento giusto può alleviare i sintomi. Chiaramente oltre a prestare attenzione all’alimento puro è importante scegliere metodi di cottura leggeri come la cottura al vapore, al cartoccio, a bassa temperatura…

Quali cibi evitare?

  • Cibi ad alto contenuto in grassi (fritto, carne grassa, dolci come il gelato e tiramisù, maionese) perché i lipidi rilassano lo sfintere esofageo favorendo la risalita di acido dallo stomaco.
  • Pomodori e frutta acida come arancia, limone, clementina, mandarino, pompelmo, ananas…
  • Cioccolato poichè contiene la metilxantina che rilassa la muscolatura dell’esofago favorendo il ritorno di acido dallo stomaco all’esofago
  • Caffè e te perché come il cioccolato contengono metilxantine
  • Menta, caramelle e gomme alla menta
  • Bevande gassate
  • Alcolici
  • Aglio, cipolle, cibi piccanti (gli effetti negativi sono soggettivi)

Quali cibi mangiare?

  • Le verdure sono naturalmente povere di grassi e aiutano a ridurre l’acidità gastrica. Puoi scegliere ad esempio fagiolini, broccoli, asparagi, cavolfiori, vegetali a foglia verde, cetrioli. 
  • Lo zenzero ha proprietà antinfiammatorie e puoi utilizzarlo in cucina durante la cottura di carne e pesce.
  • L‘avena assorbe l’acido dello stomaco e riduce i sintomi del reflusso. Se scegli i fiocchi di avena puoi consumarli a colazione come porridge oppure per arricchire uno yogurt magro, se invece scegli l’avena in chicchi puoi cucinarla come primo piatto.
  • La frutta non acida come melone, pere, mele, banane e frutti di bosco. La frutta puoi mangiarla fresca o cotta, ad esempio le mele e le pere cotte insieme alla cannella sono un ottimo dessert dalle proprietà antinfiammatorie.
  • Le proteine magre come carne bianca, uova e pesce magro sono più facili da digerire e comportano una minore produzione di succhi gastrici.
  • cereali integrali come pasta integrale, riso nero, rio rosso, riso integrale e cereali in chicco assorbono i succhi gastrici.

Altri consigli utili

  • Mangia piccole porzioni e lentamente
  • Nelle 2 ore successive al pasto non sdraiarti, ma dedicati al giardino, alla casa oppure fai due passi a piedi.
  • Preferisci vestiti morbidi che non stringano la pancia.
  • Evita di mangiare per 3-4 ore prima di andare a letto
  • Durante a notte metti un cuscino sotto il materasso in modo da mantenere la testa più alzata
  • Bevi abbondantemente tra un pasto e l’altro e poco durante il pasto.

Analisi bioimpedenziometrica

L’analisi bioimpedenziometrica o BIA è un esame che permette di valutare la composizione corporea e lo stato nutrizionale del soggetto analizzando la capacità dei tessuti di corporei di condurre elettricità.

La BIA ha come vantaggio quello di essere un esame rapido, a basso costo e non invasivo.

Quali informazioni si possono ottenere con questo esame?

Con la BIA possiamo ottenere informazioni su:

– massa magra (FFM): è costituita da tutto ciò che non è grasso, quindi da acqua, organi e muscoli. La componente più importante della massa magra è la SMM (massa muscolare scheletrica) formata dai muscoli responsabili della postura e del movimento. La valutazione di questo parametro è utile per capire se si è a rischio di sarcopenia, una condizione caratterizzata dalla perdita di massa e funzionalità muscolare.

– massa grassa (FM): è costituita dal tessuto adiposo che oltre alle note funzioni di riserva energetica e di termoregolazione costituisce un organo endocrino in grado di rilasciare ormoni e sostanze metabolicamente attive.

– acqua totale e la sua suddivisione in extracellulare e intracellulare: l’acqua rappresenta circa il 60% del peso corporeo ed è fondamentale per il funzionamento dell’intero organismo. La valutazione della sua ripartizione all’interno e all’esterno delle cellule permette di valutare lo stato di salute delle cellule e dei sistemi di drenaggio.

– massa cellulare (BCM): costituisce il tessuto metabolicamente attivo.

– Stato di salute delle cellule e dei tessuti: l’angolo di fase (PA), detto anche “indicatore di vitalità/mortalità” da informazioni sullo stato di salute.

Come si esegue?

Dopo essersi sdraiati sul lettino, si posizionano due elettrodi sul dorso della mano destra e del sul dorso del piede destro. 

In pochi minuti il macchinario fornisce due valori che vengono elaborati da un sofware dedicato e analizzati dal professionista.

Perché è utile eseguire l’analisi durante la prima visita e nei controlli successivi?

Eseguire la BIA durante la prima visita permette di avere una fotografia sul proprio stato nutrizionale e sulla propria composizione corporea prima dell’intervento nutrizionale.

Eseguirla durante i controlli ha come scopo quello di valutare tutto ciò che la bilancia e il centimetro (per la valutazione delle circonferenze) non ci dicono. 

Consideriamo queste due situazioni:

  1. il peso corporeo è rimasto uguale dopo 2 settimane di intervento nutrizionale –> se ci fermassimo alla bilancia potremmo vedere questa situazione come un fallimento, invece con la BIA vediamo un cambiamento della composizione corporea con diminuzione della massa grassa e un aumento di quella muscolare. Il piano nutrizionale ha avuto effetto perchè la composizione corporea è migliorata.
  2. il peso è diminuito dopo 2 settimane di intervento nutrizionale –> se ci fermassimo alla bilancia potremmo vedere questa situazione come una vittoria, tuttavia non sappiamo cosa è stato perso, infatti potrebbero essere liquidi, grasso oppure muscolo. Solo con l’analisi BIA possiamo valutare se le perdita registrata è stata positiva (liquidi, grasso) o negativa (muscolo).

Perciò la BIA rappresenta un valido strumento per capire come il corpo lavora prima di iniziare il percorso nutrizione e come reagisce quando si vanno a modificare le abitudini alimentari e lo stile di vita.

Prenota una visita per valutare la tua composizione corporea!

Consigli per affrontare le feste di Natale con serenità

Le feste di Natale possono essere un momento difficile per chi sta seguendo una dieta o per chi vorrebbe evitare l’aumento di peso, infatti tra panettone, pandoro, alcolici, creme al mascarpone, antipasti con la maionese, cotechino… è facile arrivare a consumare in una giornata le calorie che normalmente si consumerebbero in una settimana.

Le feste però non devono essere vissute con timore, infatti è sufficiente seguire alcune raccomandazioni per affrontarle con maggiore serenità e senza sensi di colpa. Vediamone alcune:

  1. Portare in tavola più piatti a base di verdura poichè placano la fame e rendono sazi più velocemente. Ad esempio si può proporre un insalata di finocchi e arance, dei bastoncini di carote e sedano con del pinzimonio, delle chips al forno di barbabietole e carote, del radicchio gratinato al forno…

2. Limitare il consumo di alcolici a 1-2 calici a pasto. L’alcool è infatti una fonte di calorie vuote poichè non apporta nessun nutriente e appesantisce i processi digestivi.

3. Non esagerare con le porzioni. Va bene assaggiare i piatti tipici del periodo natalizio, ma non è necessario abbuffarsi.

4. Dopo qualche ora dal pasto prepararsi una tisana digestiva a base di semi di finocchio, tarassaco o limone e zenzero. L’importante è non aggiungere zucchero, altrimenti si introducono altre calorie.

5. Non compensare l’abbuffata saltando il pasto successivo o sostituendolo con tè e biscotti. Al contrario scegliere un piatto leggero come un passato di verdura condito con un cucchiaio di olio extravergine di oliva e del grana grattugiato.

6. Sfruttare questi giorni di maggiore tranquillità per fare un po’ di attività fisica. È sufficiente una camminata al mattino prima di colazione oppure dopo pranzo o cena. Altrimenti si può approfittare di questi giorni di vacanza per organizzare una breve gita alla scoperta di qualche borgo.

 

Infine è importante ricordare che “non si ingrassa da Natale a Capodanno, ma da Capodanno a Natale”, infatti non sono 4-5 giorni di festa a far ingrassare, ma tutto quello che si fa nei restanti giorni dell’anno. Perciò non stressarsi se si riscontra un leggero aumento del peso ed evitare digiuni che non darebbero alcun risultato se non una fame da lupi, ma godersi le vacanze in compagnia di familiari, amici e dal 2 di gennaio ritornare ad un’alimentazione regolare con l’aiuto di un professionista.