Piramide alimentare e oltre

La piramide alimentare apparve per la prima volta nel 1992 e fu ideata dal dipartimento statunitense dell’agricoltura per comunicare efficacemente alla popolazione dei consigli su come alimentarsi in modo completo ed equilibrato, così da ridurre il rischio di malattie croniche nella popolazione.

Perchè una piramide?

La piramide, proprio grazie alla sua struttura geometrica, permetteva di comunicare in modo semplice ed immediato le basi di una corretta alimentazione. Infatti, i cibi posti alla base della piramide (geometricamente più ampia) potevano essere consumati in maggiore quantità; al contrario i cibi all’apice (geometricamente più piccola) dovevano essere limitati.

In questo disegno ispirato alla piramide alimentare del 1992 è facile comprendere quali siano gli alimenti da prediligere e da limitare.

In particolare, alla base dell’alimentazione furono posizionati pane, pasta, riso, patate e altri cereali, più in alto frutta e verdura, poi le fonti proteiche ed infine zuccheri, grassi e dolci.

Nata per la popolazione americana, la piramide ebbe un enorme successo e fu utilizzata a scopo educativo in tutto il mondo.

Nel corso degli anni subì vari cambiamenti e ne sono state ideate diverse copie in base alle esigenze, come ad esempio la piramide per l’alimentazione vegetariana, vegana, per i bambini, per gli sportivi ed a supporto dell’ambiente.

Nella piramide accanto, liberamente ispirata a quella proposta dalla Fondazione Barilla, viene mostrato l’impatto ambientale dei cibi. Com’è facile comprendere dall’immagine, i cibi vegetali hanno un minore impatto sull’ambiente rispetto ai cibi animali e agli alimenti trasformati.

Cosa è stato considerato per valutare l’impatto ambientale?

  • quantità di anidride carbonica emessa
  • volume di acqua utilizzato per produrre un alimento
  • impatto del processo produttivo, ossia somma dei terreni coltivati, energia utilizzata, rifiuti prodotti, costruzione di aziende e infrastrutture specifiche….

Nuova piramide

Nel 2016 la IFMeD (International Foundation of Mediterranean Diet) propose una nuova piramide alimentare focalizzata non solo sulle frequenze alimentari, ma in generale sullo stato di salute dell’individuo. Infatti, durante il summit si è parlato di come la dieta non sia solo “regola alimentare”, ma “regola di vita’’ che impatta sulla salute, sull’ambiente e sulla società.

Immagini realizzate a partire dal modello proposto nel summit

Cosa ci dice?

  • Alla base di tutto ci sono attività fisica, igiene del sonno, vita sociale attiva, stagionalità e biodiversità degli alimenti, prodotti locali e ricette tradizionali.
  • Durante il giorno è necessario bere regolarmente acqua, tisane non zuccherate o acqua aromatizzata senza zucchero.
  • Ad ogni pasto consumare verdura e frutta di diverso colore e consistenza (cruda e cotta), olio extravergine di oliva, pasta, riso, cous cous, patate o altri cereali/tuberi preferibilmente locali e integrali (per i cereali).
  • Ogni giorno utilizzare erbe, spezie, aglio, cipolla per insaporire i piatti e arricchirli con frutta secca oleosa, olive e legumi ossia fonti di acidi grassi buoni e proteine vegetali. Inoltre consumare del latte o suoi derivati freschi.
  • Settimanalmente ruotare le fonti proteiche animali scegliendo tra uova, carne bianca, pesce, molluschi, crostacei e frutti di mare. Consumare la carne rossa al massimo 2 volte, mentre la carne e il pesce processati (insaccati, affettati, pesce in scatola e affumicato) meno di 1 volta a settimana.
  • Settimanalmente si possono consumare dei dolci artigianali preparati con ingredienti di qualità.

Alla piramide alimentare fu associata quella relativa all’impatto ambientale e anche in questo caso si vede come i prodotti vegetali abbiano un impatto minore rispetto agli alimenti di origine animale e industriale.

Dopo la piramide

Negli anni successivi furono proposti ulteriori modelli divulgativi più semplici ed intuitivi che aiutassero le persone a creare piatti sani ed equilibrati.

Ad esempio per l’alimentazione dai 4 ai 12 anni la Nestlè ideò il nutripiatto con scopo quello di coinvolgere i bambini nella preparazione dei piatti e di insegnare loro come valutare le porzioni degli alimenti.

Similmente al nutripiatto la Harvard School of Public Health Nutrition propose il piatto del mangiar sano, una guida visiva per creare piatti salutari e bilanciati.

Il nutripiatto e il piatto del mangiar sano sono molto simili ed in generale ci dicono che

  • metà piatto deve essere composto da frutta e verdura di diverso colore e varietà. Viene inoltre ricordato che patate e patatine fritte non sono un contorno.
  • un quarto di piatto deve essere composto da cereali integrali come pasta, pane, riso o cereali in chicchi. Al contrario, è consigliato di limitare i cereali raffinati come pane bianco e riso bianco.
  • un quarto di piatto deve essere composto da proteine come pesce, pollame, legumi e semi. E’ meglio limitare carni rosse e formaggi ed evitare pancetta, salumi e carne lavorate.
  • Usare oli sani come l’olio extravergine di oliva per condire e cucinare. Invece limitare il burro ed evitare i grassi trans contenuti ad esempio nella margarina.
  • Bere acqua, tè o caffè (con poco o senza zucchero). Limitare latte e latticini a 1-2 porzioni al giorno ed i succhi di frutta a 1 bicchiere piccolo al giorno. In aggiunta, evitare le bevande zuccherate.
  • Fare attività fisica.

Conclusioni

A partire dal 1992 sono stati prodotti numerosi modelli con lo scopo di trasmettere alla popolazione dei consigli chiave per alimentarsi in modo corretto. Chiaramente negli anni gli schemi sono leggermente cambiati sia per le nuove scoperte in ambito nutrizionale sia per veicolare consigli in modo più pratico e semplice.

Un esempio di cambiamento è quello dell’olio che nella piramide del 1992 venne posizionato all’apice, quindi tra gli alimenti da limitare, poichè all’epoca non si conoscevano le diverse tipologie di acidi grassi e si pensava che il consumo di oli e grassi, indipendentemente dalla tipologia, potesse favorire le malattie cardiovascolari; al contrario, nella piramide del 2016 è posto nei livelli più bassi poichè grazie al suo contenuto di acidi grassi monoinsaturi e vitamina E ha degli effetti positivi sulla salute.

Bibliografia:

  • International Foundation of Mediterranean Diet
  • Fondazione Barilla
  • Harvard- school of public health
  • Nestlè- nutripiatto